Villa Ottelio Savorgnan sul fiume Stella ad Ariis di Rivignano

la in-educación

Echeggio Almodovar per dire che l’ineducazione è diffusa, e lo sappiamo tutti, ma qualche volta riguarda persone che hanno ruoli importanti e, forse, si credono chissà chi, non distinguendosi talora dalle più becere. Location: Museo dell’Arte Fabbrile e  delle Coltellerie di Maniago. Ospiti il gentilissimo Sindaco e l’Assessore alle attività produttive, convegno sul cambiamento radicale nel lavoro e nella sua distribuzione nel mondo: personaggi e interpreti, un economista dell’Università di Trieste, un filosofo-teologo (me medesimo), un’esperta di mercato del lavoro…

Continua a leggere

filosofando tra i passi appenninici

Decido per la via romagnola, per andare al seminario filosofico di Poppi, e allora ecco il tortuoso passo dei Mandrioli, tra i calanchi stratificati, libro di milioni di anni che illustra l’Appennino, mentre al ritorno scelgo la Consuma, verso Firenze. Caro lettore, ce la faccio, nonostante i miei limiti attuali. L’auto straordinaria, per agilità e potenza, mi aiuta. Lo spirito è libero, sono contento del seminario con i “nuovi” aspiranti al titolo di consulente filosofico. Ragioniamo insieme, costruiamo percorsi logici…

Continua a leggere

peter sagan

…ha il nome di un principe slovacco del ‘500, evoca scrittrici francesi, sguardo guascone e gambe potenti, caro lettore. Merita questo panegirico per come si sta muovendo nella Francia rovente del Tour 2015. Nessuna vittoria, solo piazzamenti, ma una presenza coraggiosamente eroica su tutte le strade, in salita, in discesa, sul piano, nel bosco e nelle curve (per altri) letali, Sagan disegna linee eleganti e improvvise sprezzature, lancia sguardi in tralice e osserva silenzi, esibisce senza vanagloria un battersi il petto…

Continua a leggere

estate slovacca

Di nuovo dopo qualche anno, io non poco acciaccato, i paesaggi pannonici punteggiati di pale eoliche. L’attraversamento dell’Austria è il conosciuto immergersi nel verde di foreste infinite, apprezzando le indicazioni di chiese, città e monasteri. Bratislava si presenta sempre più di vetro-cemento e il Danubio è finalmente quasi verde-oro nel pieno primo meriggio d’estate. Strade ancora comuniste verso Galanta, con lavori in corso in perenne completamento. L’Hotel Tevel di Slavkovičovo è lì con le sue pretese un po’ falso-occidentali…

Continua a leggere

adesso basta, oh maestrini di vita tedeschi, scandinavi, baltici

Cari amici tedeschi, etc., Siete diventati come quelli che non capiscono la mia battuta di risposta alla domanda “come stai?”, che è: “meglio di ieri e peggio di domani”, oppure “sto gestendo la diminuzione del dolore”. I più, ascoltando la mia risposta, con l’intelligenza incatramata, si bloccano sui termini “peggio” e “dolore”, non intuendo che sto rispondendo che le cose, se pure lentamente, vanno meglio. Siete rigidi, lenti, senza una minima sensibilità rock, mi fate addormentare con la vostra…

Continua a leggere

comunicativi e inascoltabili

Vi sono persone il cui ascolto è gradevolissimo e affascinante, ma, di contro, vi sono persone che, indipendentemente da ciò che dicono, dal valore e veridicità delle loro parole, sono inascoltabili. Almeno per me, ovviamente. Delle une  e delle altre più avanti fornirò qualche esempio. Sia il primo sia il secondo tipo di persone appartengono, al novero mediatico (radio e tv), e anche a conoscenze dirette. Ho cercato di darmi una risposta, ma non ho trovato una chiave unitaria, una ragion…

Continua a leggere

strafotènt

Caro lettor del mattino, dei buronani europei salvo solo Draghi (nomen omen), che pena invece  il bevitore Juncker (appena meglio del suo predecessore il panzone vino tinto sussiegoso Barroso), l’inutile Tusk e il buon frequentatore dell’Oktoberfest Schultz. La grigia lungagnona Lagarde completa il carro delle tristezze, tutti supervalutatoni un tanto al kilo. Accanto a questi ci sono i capi di stato e di governo, guidati da frau Merkel, altra accolita di persone con cui non mangerei neppure un tramezzino.

Continua a leggere

rinascita

Caro lettor mio, vivo giornate di rinascita, dolorosamente. Stamani inutile aspirazione del ginocchio, che ora è affidato alla truce fisioterapia per i prossimi trenta quaranta giorni. Il giro coscia destro si è rimpicciolito di cinque centimetri, il tono muscolare è crollato, l’emocromo in lenta risalita (9,4) verso i miei picchi ematici vicino a 16. Lavoro a scartamento ridotto nella solidarietà buona dei colleghi. Ambiente umano. Scrivo, questo sì, scrivo molto, favorito dal rallentamento delle altre attività. Osservo, mi osservo, ascolto meglio di…

Continua a leggere

l’uomo che muore

Ho incontrato Egidio Maschio una volta, poche parole tra altri interlocutori. Di lui molti racconti, di gente che gli ha lavorato vicino, di qualche sindacalista, voces populi, più che altro. Burbero, intrattabile, solitario al comando, un so-tuto-mi, generoso. Quest’uomo se n’è andato una delle scorse mattine. Si è tolto la vita. Settantatré anni, un gruppo di aziende di rispetto, duemila dipendenti e un fatturato in proporzione tra Veneto e Friuli. Quando un essere umano prende la decisione di togliersi…

Continua a leggere

il coefficiente di gini

Il tema della giustizia distributiva è presente all’uomo fin dalla stesura dei primi documenti legislativi  (XIX sec. a. C.), e a livello mentale da prima. La più importante trattazione antica della cultura occidentale di questo tema è presente nell’Etica Nicomachea, dove, nel Libro V, Aristotele tratta della virtù di giustizia e delle sue tre principali declinazioni. Dico subito che se la filosofia politica e le dottrine politiche successive e anche quelle più recenti (liberalismo, contrattualismo, marxismo, et varia alia) avessero…

Continua a leggere