La quiete del fondo dell’anima, una discesa che è un’ascesa, una fatica che è gioiosa, una strada che è un essere-per-strada, dai tempi in cui l’ominide nostro progenitore assunse la stazione eretta, e così liberò le mani. Lì, in fondo, oltre i depositi inquieti dell’inconscio, sta (proprio nel senso del verbo greco ùstemi) la luminosa regione dell’essere. Possente, marmorea, parmenidea. Quieta, imperturbabile, come la divinità, come l’aria del mattino in una valle montana, come il deserto dove rotolano cespugli innominati,…
Pensiero
Quell’oscura Presenza
Nel silenzio interiore, quando si riesce ad abbandonare lo strepito quotidiano, sorge dalle profondità dell’anima un fiotto irrefrenabile, come una colata di lava incandescente, come un torrente reso turbinoso dalla piena. Pensieri, rimorsi, ipotesi, pentimenti, moti d’ira raffrenati, intuizioni … e poi é come se, su tutto questo materiale confuso, si ergesse un giudice pacato e severo: la coscienza. Per giorni, settimane,…
Tra il complicato e il complesso, la veridicità e l’approssimazione
Chi studia i sistemi “viventi” (da von Bertalannfy ad Alberto F. De Toni) sa spiegare molto bene ciò che si debba intendere per sistema, e per sistema complesso in particolare, specialmente se si tratta di gruppi, di insiemi, sia naturali (Gemeinschaft, come la famiglia, la tribù, etc.), sia artefatti umani (Gesellschaft, come le società economiche, i partiti, le aziende, etc.)…
Il Sensus culpae come nostalgia di Verità e Libertà dell’io
A volte pare che il freudismo, sulla traccia dell’individualismo filosofico, sia di matrice idealista, sia di origine empirista, abbia liberato l’uomo (occidentale) dal senso di colpa o, come si può anche dire, dal rimorso. Ma non è vero, anche se molti studiosi, ma soprattutto i divulgatori scientifici e gli animatori massmediatici, cercano di avvalorare come una conquista di maturità umana l’avere…
Fede e Ragione
Le due Conoscenze “Fede è sustanza di cose sperate/ ed argomento delle non parventi,/ e questa pare a me sua quiditate/ (…)”…
Il distacco e la crisi
Meister Eckhart insegna (Cf. Quaestiones Parigine) che l’anima ha bisogno del distacco (abgeschiedenheit) dalle cose per potersi salvare. Nulla di più ragionevole. Infatti solitamente noi ci attacchiamo alle cose che facciamo o che possediamo, e ne restiamo prigionieri, captivi, imbozzolati in un rapporto che appesantisce e rende più difficile la re-lazione con noi stessi e con gli altri. Se si è troppo autocentrati su ciò che abbiamo fatto, non possiamo librare il nostro pensiero su altro, sul nuovo, sul futuro che ci…
Esiste il nulla?
Parlare del nulla è comune. Anche nel linguaggio quotidiano si dice “non è nulla”, “fa niente”, “non ho perso nulla”, e così via.
Ricordo un uomo, Alexander Langer
Serate a Spello e a Bolzano di metà stagione, quando basta un pullover sopra la maglietta per difendersi a sera dal venticello che sale dalla…
Discussione e Dialogo, oppure indisponibilità e insulti
La rete è straordinaria e benefica perché consente, come non mai prima nella storia, di mettere in circolo idee e favorire il confronto, che è possibile ai primati dotati di ragione autoriflettente, quali sono gli umani. Discussione e Dialogo sono i luoghi e i modi nei quali si realizza il circolo virtuoso della comunicazione e della relazione intersoggettiva. Nella discussione e nel dialogo possono emergere anche gli “impliciti” (gli elementi inconsci) di quasiasi discorso, con la conseguenza buona di far emergere ciò che…
Notizia non-notizia
Su Avvenire, noto giornale di parte, del 12 febbrario u.s. mas o menos leggesi, a firma di Lucia Bellaspiga: Un ricco catering in una (omissis) villa seicentesca (omissis) nei dintorni di Udine “per ringraziare i giornalisti, e cena e festa andata avanti fino all’alba (?)”. Camerieri, vini d’annata e buoni cibi. Via poi anche se tardi, occorre alzarsi presto per andare a Paluzza a un funerale. Surreale ma, sembra, dai racconti di qualche viandante perso per le campagne silenziose, effettivamente accaduto. Sic transit…