Villa Ottelio Savorgnan sul fiume Stella ad Ariis di Rivignano

Una vergogna lasciar morire di freddo la gente per strada

Sembra sia un fatto ineluttabile, per la politica e l’amministrazione di questa grande e talvolta idiota nazione italiana che, con questo freddo, muoiano per strada esseri umani, italiani e non italiani. Non so quanti siano, poche centinaia, migliaia, forse la Caritas e sant’Egidio lo sanno, non so se gli uffici pubblici degli enti locali sono altrettanto informati. Non sto qui a fare la comparazione tipica della pubblicistica di destra, che sottolinea come per gli extracomunitari, profughi, etc. vi siano i…

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Il castello sulla collina

Tortuosi sentieri, carrarecce e interpoderali, costeggiate di boschetti di ripa intervallati da radure e corsi d’acqua, fattisi strade nel tempo, scavallano le colline dell’antica morena, e all’improvviso il maniero appare nella radura alta oltre le fronde del bosco. Ha un nome arcano, Castello d’Arcano. Già evocativo il suo nome, misterioso e solitario il percorso che ivi conduce il viandante, fatto di curve, ripide rampe e ariose discese, fino al borgo di Sopra. Le anime dei conti ogni tanto lo visitano,…

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Nostalghìa

Caro lettor paziente, il brano seguente è tratto dal “Il viaggio di Johann Rheinwald“, pubblicatomi dall’editrice Libra di Pordenone nel 2007. Lo propongo qui per onorare il vecchio partigiano che me lo narrò, mancato qualche giorno fa a novantadue anni. Il funerale laico ascolta il silenzio della campagna e mi fa ricordare le poche parole dell’uomo, sobrio nel raccontare vicende di guerra e guerriglia, di anni crudeli, di schifo e di sangue. Nell’ora che precede il crepuscolo e il sole taglia…

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Crepuscolo

Ero dopo tanto tempo oggi in corteo ad accompagnare la vecchia insegnante che mi aveva ricordato prima di andarsene. Dopo le quattro del pomeriggio a fine dicembre la luce diventa radente e il sole illumina accecante la piana. Sullo sfondo le montagne si fanno azzurre e il cielo attonito lascia che altissime scie d’aerei lo solchino verso l’infinito spazio. I passi sono cadenzati al ritmo del Rosario che il sacerdote declama lungo il percorso verso il luogo del riposo, cimitero…

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Storie di fine anno

 IL BIMBO Narran di un bimbo, in un tempo lontano ma non troppo dal nostro, appena dopo l’ultimo grande conflitto mondiale… egli stette in silenzio dai tre ai sei anni, dopo la morte del padre, sconvolto dall’ingiusta perdita. Fu come se volesse vendicarsi del mondo intero, perché non poteva ammettere di non poter vedere più suo papà. Il dolore lo mutilava della parola, e allora, le poche volte che la usava, era per insultare tutti, tutti. Un racconto di eventi…

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La Provvidenza e la previdenza

Il termine πρόνοια, pronoia, una sorta di pre-visione o pre-comprensione (prefisso “pro”, cioè prima, davanti, e termine nous, mente, intelletto, organo del ragionamento), è presente negli Atti degli Apostoli 24, 2-3 con questo testo: “Egli fu chiamato e Tertullo cominciò ad accusarlo, dicendo: «Siccome per merito tuo, eccellentissimo Felice, godiamo molta pace, e per la tua previdenza sono state fatte delle riforme in favore di questa nazione, noi in tutto e per tutto lo riconosciamo con viva gratitudine […]“, e  si…

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Il paese degli angeli

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA Due sotto zero, sono arrivato a Tramonti di Sotto per il tortuoso lungolago, nella sera che scende già dopo le quattro e mezza del pomeriggio, dalle montagne scure. Il borgo è avvolto da un silenzio alto, e le stelle stanno a guardare, luminose. Da Marianna ci sono i musicanti insigni. Io parlo par furlan a  una platea di avventori, e mi sento dentro il loro mondo, quasi del tutto. Prima ero andato verso la locanda a…

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I piedi nell’erba

Inverno e gabbiani nella campagna silente, terra scura e orizzonti sfumati da una lieve nebbia mattutina incontro, viaggiando leggero, in bicicletta. Il cielo ha colori che si stemperano dal grigio tenue a parvenze leggere d’azzurro, poche automobili lungo la strada che porta a borghi lontani, invisibili agli occhi del viandante. Oltre filari di tronchi scuri, oltre le zolle arate di fresco, oltre la curva che si perde nella brughiera. Si sta oltre l’autunno e l’inverno incombe, con la sua…

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La nullità evidente, dal sommo Parmenide agli “scienziati” di maio e di battista

Caro lettor del sabato, in metafisica classica tra l’essere e il nulla vi è un rapporto dialettico, nel senso di “contrasto radicale”, fin da Parmenide di Elea: se l’essere (delle cose) è, è pieno e rotondo come una sfera, ed esclude ogni possibilità al non-essere. Per contro, Eraclito di Samo sostiene l’impermanenza delle cose, ché tutto scorre, come l’acqua del fiume sotto il ponte, tutto diviene, indefinitamente, e quindi l’essere è mutevole e cambia costantemente in non-essere per “essere”…

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Le due madri

Caro lettor del mattino e della sera, proverbiale la storia annessa al grande re Salomone d’Israele che, messo di fronte al dilemma circa chi delle due donne comparse davanti a lui contendendosi un bimbo come figlio, ordinò alla guardia di tagliarlo a metà per darne una parte a ciascuna delle due e, al grido di una delle due, che evidentemente era la vera madre, affidò a quest’ultima il bimbo. Leggiamo insieme il testo biblico, tratto dal Primo libro dei Re.

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