Geer Gertz nasce a Rotterdam il 28 ottobre 1466 (o forse 1469, allora l’anagrafe poteva errare e anche ora in certi luoghi del mondo) da un sacerdote attivo a Roma come copista. Con l’uso di ragione, e andato a scuola dai Fratelli di Vita Comune a Deventer, assume il nome latino aulico di Desiderius Erasmus. Abita prima a Hertogenbosch e successivamente a Steyn; diventa segretario del vescovo di Cambrai, Henri de Bergen e infine va a Parigi per studiare teologia.
teologia
Il mistero della Totalità come Parola
Il non breve percorso intrapreso in questo lavoro (la mia vecchia tesi di Ph. D. in Teologia) ci sta conducendo verso un epilogo e una sintesi che speriamo sia abbastanza in grado di dar conto della coerenza degli assunti e delle conclusioni cui stiamo giungendo. Se eros è plausibile come struttura ermeneutica del senso, e se questo va declinato secondo il principio di totalità, proponiamo in questo “ambiente concettuale” anche la nozione di mistero come silenzio della parola detta…
Nella vita di ogni giorno
…c’è il male. Nel mio paese un ragazzo di 23 anni ha ucciso l’altrieri suo padre a pugni e coltellate. In lui vedeva il maligno con il volto di Saddam Hussein. E così l’ha ucciso. Ora è piantonato in neuropsichiatria prima di essere internato. Da qualche tempo, si scrive sui giornali, manifestava una profonda depressione silenziosa, nell’isolamento. I capi dei servizi psichiatrici, un po’ saputelli, dicono che sarebbe stato necessario intervenire per tempo, al primo manifestarsi dei sintomi di disagio. Tanti…
“Nel Giorno dopo il Sabato …
… Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto“.Uscì allora Simon Pietro assieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse…
Il paralitico di Cafarnao e il falso profeta di Sanremo
“Ed entrò di nuovo a Cafarnao dopo alcuni giorni (…)” (Marco 2, 1-12). Sappiamo dal racconto di Marco che i parenti e gli amici di un paralitico lo presentarono a Jesus calandolo dal tetto. L’apertura del tetto non doveva essere molto difficile a quei tempi e in quel tipo di abitazioni fatte di fango e paglia. Il Maestro vide la loro fede e disse al malato “Figliolo ti sono rimessi i tuoi peccati“. Ma come, cominciano a mormorare…
Passa la scena di questo mondo, I Corinzi 7, 31b
Quando Paolo nella Prima lettera ai Corinzi spiega ai fedeli di questa grande città della Grecia, con toni che sembrano echeggiare il Qoèlet, che è inutile affannarsi sulla scena di questo mondo, perché esso passa, mi conferma nell’esigenza di continuare a riflettere su tutto ciò che ci lega a questa vita con legami di possesso. Ognuno di noi possiede qualcosa, chi molto, certo, chi molto poco o quasi nulla come il barbone, eppure nessuno è felice per quello che possiede, se la gioia…
I cancelli dell’Eden, o della via pulchritudinis
In Genesi (1, 4.10b.12b.21b.25b.31) un termine unico, tov, sta a significare “buono e bello“, come per dire che la bontà e la bellezza coincidono: “… e Dio vide che era cosa bella e buona …”. Si può dunque dire che secondo le Sacre Scritture l’estetica, intesa come fondamento, precede e illumina addirittura un’etica fondata sull’uomo. Infatti, anche nel linguaggio corrente si è soliti dire, ad esempio, della restituzione di un portafogli perso da qualcuno: “è un bel gesto“. Si dice bello…
La Chiamata, dal I Libro di Samuele 3, 1-10
Samuele, figlio di Anna, era un ragazzo del Vicino Oriente antico e viveva presso Eli, vecchio sacerdote del Santuario di Sion dove era custodita l’Arca dell’Alleanza con il Signore Iahwe. Una notte udì una voce che lo chiamava “Samuele, Samuele“. Pensando fosse il suo maestro e ospite, si alzò e andò dal vecchio, il quale, svegliatosi, gli disse di non averlo chiamato e di tornare a dormire. Ancora una volta Samuele udì la voce che lo chiamava per nome, e alzatosi convinto fosse…
Le Beatitudini
1Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. 2 Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: 3 «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. 4 Beati gli afflitti, perché saranno consolati. 5 Beati i miti, perché erediteranno la terra. 6 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. 7 Beati i misericordiosi, perché troveranno…
Il Divino come Incondizionato. L’Umano come Imprevedibile e Irrevocabile
L’incondizionato è il Divino, sia come lo concepiscono personalisticamente i cristiani, gli ebrei e i musulmani, sia come lo intendono panteisticamente gli hindu e in parte i buddisti. Circa l’incondizionato si può dire che la sua inattingibilità dalle passioni, dalla sofferenza e dal dolore tipicamente umani, l’atrèptos [1] del Concilio di Calcedonia,[2] lo costituisce come un Altro nell’Altrove, in una dimensione che è assolutamente al di fuori della portata di una concettualizzazione mentale esaustiva. I tentativi di raggiungere…